Una volta, ad un bar della stazione di Milano, sono rimasta allibita dalla chiassosità del tutto e de
l barista, che cantava e che si è rivolto a me con un "ciao bella". A Berlino il BAR come lo intendiamo in Italia non esiste nemmeno. Ci sono i cafés dove ti siedi e ti puoi fermare a lungo, e dove di solito nessuno canta, né grida o sbatte piatti. La stessa cosa mi capita a tavola con i miei genitori, che parlano (almeno alle mie orecchie) cosí forte che i primi giorni devo pregarli di parlare piú piano perché altrimenti la testa mi va in palla.
Un´altra volta, appena arrivata alla mia stazione di destino, Cattolica, un tassista guardando il cielo disse in dialetto romagnolo "s'imbrugla", per dire che il cielo si stava "imbrogliando", mettendo male, insomma scurendo e ho sentito un tonfo al cuore. Nella multiculturale Berlino ti capita ogni giorno di sentire diverse lingue/lingue diverse ma il tuo dialetto, quello no, quello é un´altra cosa. Quando lo senti, ti colpisce nel profondo, è così pieno della tua identità locale che ti ci ritrascina dentro e tu ti senti come una piccola pallina che rimbalza frastornata tra due mondi, due dimensioni. Boing..Poi, essendo Berlino una città eccezionalmente giovane, ho notato per la prima volta quanto sia vecchia la società italiana. Se da una parte é normale che ci siano anziani in una societá - o almeno piú normale di non vederne quasi come a Berlino-, d´altra parte ció porta con se la triste constatazione di quanto poco spazio ci sia per i giovani in Italia e la conseguente mancanza di dinamismo e di una "looking-forward attitude" come direbbero quelli bravi.

Infine, un Leitmotiv ricorrente: il cibo. Nei discorsi in Italia si finisce (8 volte su 10?) a parlare di quello che si è mangiato a quel o quell'altro ristorante, di quali cose stuzzicanti ti portano al tal bar con l'aperitivo, di una ricetta, di tu come lo fai ecc.. Insomma solo da fuori per contrasto ho visto quanto siano centrali cibo e moda nella nostra cultura e di quanto questa sia godereccia, epicurea, viva insomma nel presente (e al massimo molto nel passato..basta vedere la vasta offerta televisiva di programmi sugli anni '60).
E tante altre situazioni si potrebbero portare ad esempio.
"Viaggiare apre la mente”, l'ho capisci solo dopo cosa vuole veramente dire, quando nella tua mente si é giá aperto -fortunatamente- un varco. Viaggiare permette importantissimi cambi di prospettiva, per potere vedere cose in cui prima si era immersi e di cui non ci si accorgeva. "Il pesce non conosce l´acqua in cui nuota" diceva qualcuno.