Da "L´Espresso" del 10 Novembre 2011
La Siae e i trailer, che brutto film di Federico Formica
Solo in Italia poteva succedere: vogliono far pagare i diritti d'autore a chi mette on line i trailer dei film. Una regola assurda, visto che si tratta di pubblicità. Quando ci chiederanno soldi anche se cantiamo un brano sotto la doccia?
(10 novembre 2011) Chi ha soldi, sopravviverà. Chi non li ha, diventerà irrilevante. Questa è la nuova regola che Siae sta – indirettamente – imponendo al mondo dell'informazione cinematografica online. Tutto ruota intorno ai trailer. Pensavate che questi minispot fossero una forma di pubblicità? Errore: per la società degli autori e degli editori, le immagini sono secondarie. Il trailer è anzitutto un involucro che contiene musiche protette dal copyright. E in quanto tale, chi li pubblica deve pagare. Ma se chi lo pubblica fa un favore alla casa di produzione e all'autore delle musiche, invogliando il pubblico a vedere il film al cinema, deve pagare lo stesso? La risposta, ancora una volta è sì.E non sono tariffe da discount: 450 euro a trimestre per 30 video o un massimo di 10 ore di trailer. In un anno, i gestori di siti come fantascienza.com, horror.it, cineblog e badtaste.it dovrebbero quindi sborsare qualcosa come 1800 euro solo per mostrare brevi spezzoni dei film che di lì a poco usciranno nelle sale. Una cifra che per molti siti ha già significato la chiusura tout-court della sezione video.
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