
Mi é capitato di vedere "In this World", bellissimo e giustamente premiato film di Michael Winterbottom(2003), che scopro in Italia essere "Cose di questo mondo". E´ la storia (vera!) di Jamal, uno svelto ragazzino afgano che con il cugino attraversa Medio Oriente e Europa per arrivare a Londra e cercare una vita migliore. "An astonishing film", "deeply affecting", "a committed, provocative and extraordinary work" dicevano le recensioni riportate sul DVD, e infatti. Questo semplice ma decisamente toccante film riesce a trascinarti nella storia di Jamal e di tutti quelli che come lui intraprendono viaggi della speranza -con mazzette, controlli, sotterfugi e drammi- per arrivare in Europa, passando anche per l´Italia.
E´ solo un film? Anni fá, durante un lavoro estivo in un ostello di Monaco di Baviera, ho avuto la fortuna di conoscere Hemen, un ragazzo curdo iracheno che faceva le pulizie nello stesso ostello. Anche lui, come Jamal, aveva attraversato il confine turco a piedi e aveva viaggiato clandestinamente sui treni italiani. Alle spalle aveva moglie e figli uccisi in guerra e un figlio vivo, Hajar, rimasto in Iraq con la zia e che avrebbe voluto portare al piú presto in Europa.

"In this world", mi ha ricordato tanto l´altrettanto bel film "Welcome" di Philippe Lioret (2009), lí il protagonista era un giovane curdo, Bilal, ma la storia era sempre la stessa. La storia é sempre la stessa. Guardando la scena di Jamal e cugino che attraversavano le cime innevate tra l´Iran e la Turchia di notte, la mente mi é tornata a quelle pagine de "L´Orda" di Gian Antonio Stella (altro vivissimo consiglio per la lettura) che raccontano di quei tanti italiani che nel 1900 passavano le Alpi per emigrare clandestinamente in Francia, in Svizzera, in pieno inverno, di notte per sfuggire ai controlli e non tutti ce la facevano ad arrivare oltralpe.
Buona visione!
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